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Comportamento a bassa luminosità dei moduli FV


Cosa si intende con “comportamento a bassa luminosità dei moduli FV” e perché è così importante?

Per valutare la potenza di un modulo FV non ci si deve basare soltanto sulla potenza nominale. Quest’ultima infatti viene misurata in condizioni di irradianza ideale di 1000 W/m² che - nella vita reale - si verificano unicamente una volta ogni tanto, in un giorno di sole a giugno. Ma, allora, cosa accade in regioni che di solito sono caratterizzate da cielo coperto, pioggia, nebbia e prolungate condizioni di bassa irradianza al mattino e alla sera?

In queste situazioni, l’intensità della luce può risultare ridotta fino al 50% (cielo parzialmente nuvoloso) e anche più (cielo nuvoloso). Mentre nelle regioni dell’Europa meridionale come la Spagna, l’irradianza ideale di 1000 W/m² costituisce approssimativamente il 19% dell’irradianza annua complessiva, quest’ultima è invece trascurabile in Paesi a latitudini maggiori, come la Germania (vedere grafico dell’irradianza a Kassel).

Inoltre, i moduli vengono installati con un angolo di inclinazione inferiore, mentre sono posizionati verticalmente rispetto alla fonte luminosa, quando vengono testati per stabilirne la potenza nominale. Nel corso della giornata, l’angolazione con cui i raggi del sole colpiscono il modulo cambia continuamente, a causa della rotazione terrestre. Minore è l’angolazione, minore sarà la trasformazione della luce del sole in elettricità. Gli inseguitori solari (tracker) possono contribuire a risolvere il problema, ma sono una soluzione costosa. Pertanto, il comportamento del modulo in condizioni di bassa irradianza - il cosiddetto “comportamento a bassa luminosità” - ha la stessa rilevanza della potenza nominale. In generale, per valutare questo comportamento, l’efficienza del modulo viene valutata a 200 W/m².

Quali sono le prestazioni dei moduli FV Q CELLS in condizioni di bassa luminosità?

Hanwha Q CELLS costruisce moduli per situazioni della vita reale. Ad un’irradianza di 200 W/m² i nuovi moduli in silicio cristallino raggiungono ancora il 98% della loro efficienza iniziale. Ad un’irradianza compresa tra 400 e 900 W/m² possono persino superare il 100% dei relativi valori nominali. Tali risultati sono stati certificati da un ente indipendente come l’Istituto Fraunhofer per i sistemi ad energia solare (ISE).

 

In combinazione con  gli eccellenti coefficienti di temperatura e le elevate classi di potenza, i moduli fotovoltaici Q CELLS stabiliscono nuovi standard di rendimento. In un benchmark-test basato sul comune software di simulazione PVSol e condotto a Monaco di Baviera, i moduli Q CELLS hanno ottenuto il 2% di rendimento in più rispetto a quelli dei grandi marchi concorrenti.

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Coefficiente di temperatura dei moduli FV


Cosa si intende con “coefficiente di temperatura dei moduli FV” e perché è così importante?

L’efficienza di un modulo dipende dalla sua temperatura. Se la temperatura del modulo aumenta, l’efficienza di quest’ultimo diminuisce. Pertanto, il coefficiente di temperatura della potenza costituisce il secondo fattore più importante alla base delle prestazioni del modulo in condizioni della vita reale - accanto al comportamento
bassa luminosità. Quindi vale la pena chiedersi: cosa accade se la temperatura dell’aria si impenna fino a 40°C in una calda giornata estiva ad Atene? Cosa accade se il modulo si surriscalda durante la produzione di energia?

I moduli FV possono facilmente raggiungere temperature comprese tra 45° e 65°C quando sono in funzione - anche in giornate abbastanza fresche. Il coefficiente di temperatura specifica la diminuzione di prestazioni relativa del modulo quando la temperatura aumenta di 1°C (o Kelvin, K), calcolato in percentuale rispetto al valore nominale.

Lo standard del settore per il coefficiente di temperatura della potenza è attualmente fissato tra -0,49 e -0,45%/K. Ad una temperatura di 65°C ciò implica una perdita di efficienza fino al 18% - che si riflette direttamente nei dati di rendimento del vostro impianto. Eppure, attenzione: i valori dei coefficienti di temperatura presentano di solito una tolleranza pari a ± 10%. La maggior parte dei produttori di moduli sceglie di fornire ai Clienti i valori migliori, non quelli più probabili.

Quali sono le prestazioni dei moduli FV Q CELLS con la temperatura in aumento?

Hanwha Q CELLS ha progettato i propri moduli per tenere sotto controllo le perdite di potenza. I nuovi moduli FV presentano uno dei coefficienti di temperatura più efficienti tra i moduli cristallini, pari ad appena -0,43% K.

Quello che sembra essere solo una variazione marginale nella seconda cifra, si somma rapidamente, fino ad una differenza dell’1% nel rendimento, con conseguente maggior autoconsumo e maggiori ritorni. Si tratta di un dato che ogni Cliente sarà felice di constatare nei propri dati di rendimento.

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